CREATURE: uno spettacolo di teatro acrobatico africano

il gazzettino, venerdì 16-7-2004

CIRCO-TEATRO

Venezia

È difficile tradurre in parole un lavoro fatto di suggestioni e di giochi emozionali come "Creature ", il nuovo spettacolo di Marcello Chiarenza e Alessandro Serena, della compagnia Arcipelago Circo Teatro - una produzione della compagnia Pantakin da Venezia (www.circoteatro.it) -, che dopo un giro di piazze venete inizia la prossima settimana la tournee europea: tre settimane ad Anversa e poi ancora quattro giorni in Belgio, ad Hasselt; due giorni a den Bosch (Olanda) e una settimana ad Aurillac, in Francia, dove tornerà a cavallo tra settembre e ottobre ospite a Lille. Poi, a settembre, è previsto un allestimento negli spazi suggestivi di Forte Marghera.

Dopo il successo di "Ombra di luna", il primo progetto di circo-teatro che due anni fa ha ottenuto notevoli riscontri di pubblico e di critica, ora il tandem Arcipelago/Pantakin propone un'opera più matura e a tratti accattivante. Viene allestita in luoghi aperti (piazze, parchi, spiagge) e gioca sul coinvolgimento di un pubblico stratificato - dai bambini, che si divertono un mondo, agli adulti, che vivono lo stupore di sorprese e scenografie semplici, ma suggestive."Creature " è una performance che unisce spunti poetici ed esibizioni "toniche" di grande qualità degli artisti-acrobati kenioti Mbugua Henry Nduati, Abdallah Feisal Muhamed, Onyimbo George Omondi, Ochaka Aeneah Asikoye, Gathoni Joseph Ndichu, Githaiga Joseph, Kangwana Evans Osusu, affiancati dal clown "nostrano" Emanuele Pasqualini e accompagnati dalla voce straordinaria di Carla Nahadi Babelegoto. La scena è un luogo senza forma, disseminato di cose abbandonate. Come piovute dal cielo, come nate dalla terra, creature agili trasformano il deserto in un giardino. E il linguaggio acrobatico ritrova il suo significato di energia vitale in un percorso simbolico che ha come guida il "Cantico di Frate Sole". Le sculture di legno, spago e carta disegnate da Marcello Chiarenza diventano il rimando simbolico agli elementi: il fuoco sulla ruota del sole, la terra che restituisce frutti e sostentamento, l'aria nel vento, l'acqua della pioggia e nell'abbeveratorio. E ancora i simboli della rete per raccogliere, della scala per ascendere fino alla luna, dell'imbarcazione per viaggiare. Se Shakespeare aveva ragione quando faceva dire al suo personaggio che il mondo del teatro è fatto «della stessa stoffa dei sogni», in meno di un'ora Chiarenza e Serena sembrano proporsi di regalare al pubblico nient'altro che un magnifico stupore.