CREATURE: uno spettacolo di teatro acrobatico africano

Il resto del carlino

MANIFATTURA DELLE ARTI

Creature' va in scena dal 24 al 26 agosto prossimi.

BOLOGNA, 19 AGOSTO 2004 - Gli 8 acrobati kenioti del gruppo «Supermambo», la cantante italo-africana Carla Nahadi Babelegoto e l'attore Emanuele Pasqualini saliranno, insieme, sul palco del cortile della Manifattura delle Arti a Bologna, per interpretare «Creature».

Il nuovo spettacolo, ideato dallo scultore e regista Marcello Chiarenza e dallo studioso di arte circense Alessandro Serena, è in programma dal 24 al 26 agosto prossimi. Si tratta di un lavoro ispirato al «Cantico delle creature» di San Francesco, durante il quale l'acqua, la terra, il vento, il sole e il fuoco prenderanno vita sulla scena, grazie ad un suggestivo gioco di volteggi, numeri acrobatici, luci e suoni.

Una performance a metà, dunque, tra il circo e il teatro, che unisce energia spirituale e forza fisica in un mix di traboccante vitalità

L’Eco di Bergamo - 11 maggio 2004 - Pier Giorgio Nosari

“E LO SHOW DI TEATRO CIRCO HA INCANTATO IL PUBBLICO”
…Un clown, e una troupe di acrobati keniani, dall’energia esplosiva e immediata. Verticali, piramidi, acrobazie a corpo libero, Salti mortali: tutto il repertorio, sciolto in una scrittura gestuale e coreografica di grande effetto giocata sul rimando agli elementi primordiali: fuoco, terra, aria e acqua…. La poesia in un salto mortale

Il Gazzettino di Venezia - 31 agosto 2004 – G. R.

“ARCIPELAGO CIRCO TEATRO, L’INCANTAMENTO CONTINUA”
Clownerie e fiaba, acrobati e poesia. La sabbia al posto delle tavole del palcoscenico, la luna piena ad illuminare la scena e il mare alle spalle. L’altra sera sulla spiaggia del Lido di Venezia il pubblico ha applaudito senza riserve “Creature”…..non siamo al circo, anche lo chapiteau questa volta non c’è: non è un caso. Il circo teatro vuole contaminare, mischiare i linguaggi, chiedere in prestito, creare un “nuovo circo” dove c’è spazio per il teatro, per la danza per sonorità nuove… Una musica di grande suggestione avvolge lo spettatore. In scena arrivano sette acrobati e si crea una scrittura coreografica d’effetto, accattivante, fatta di salti mortali, di flic flac, di piramidi umane e di salti nel fuoco, ma anche di oggetti che si animano: quei legni levigati, imbiancati dal sole, diventano archi, passaggi, torri, alberi, treppiedi a sostenere lanterne, mezze lune luminose che ondeggiano e non si fanno acchiappare.
G. R.