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Creature
è la storia di una ripartenza. Nel 2001, con lo spettacolo Ombra di
Luna, nasce Arcipelago Circo Teatro (un incontro fra Pantakin da
Venezia, Marcello Chiarenza ed Alessandro Serena). Il gruppo conosce per
qualche tempo gli onori della cronaca e le attenzioni di quello strano
limbo di operatori che gravitano fra un certo circo ed un certo teatro.
Per un insieme di coincidenze lo spettacolo riesce ad attirare
l'attenzione e il sostegno di istituzioni importanti. Il Ministero dei
Beni e le Attività Culturali, il Comune e La Biennale di Venezia, la
Festa di Brescia, la Scuola di Teatro di Bologna. E la considerazione di
intellettuali e giornalisti italiani e stranieri. La produzione conosce
un buon successo. Settanta repliche per oltre 25.000 spettatori. Ben
presto, però, emergono le difficoltà di gestire una compagnia così
complessa e costosa e la tournée finisce. Ma nell'estate del 2002,
Marcello Chiarenza e chi scrive, Alessandro Serena, sono già al lavoro
attorno ad una nuova idea. Accettano l'invito dell'Istituto Italiano di
Cultura di Nairobi (diretto da Elio Traina) e si recano in Kenya allo
scopo di tenere una conferenza sul circo, un laboratorio di
scenotecnica, e respirare l'aria di laggiù. Le buone stelle aiutano. A
Nairobi è stato appena fondato un gruppo dal nome Sarakasi (in swahili
"acrobazia") che si occupa di favorire lo sviluppo delle
discipline acrobatiche e dello spettacolo popolare, attuando, fra
l'altro, importanti iniziative a sfondo sociale che permettono il
recupero dei "bambini di strada" tramite l'apprendimento di
discipline dello spettacolo. Fondatori gli olandesi Rudy e Marion van
Dick che organizzano per i due italiani una serie di audizioni. Tra i
cinquecento (500!) artisti incontrati vi sono alcuni gruppi di acrobati
davvero bravi. E soprattutto si intuisce un'armonia con l'estetica di
Chiarenza. Al ritorno dal Kenya i due illustrano il progetto alla
Pantakin. Ma il panorama favorevole di due anni prima è assolutamente
stravolto. La Biennale ha cambiato direzione, Brescia non pare
interessata. La Scuola di Teatro di Bologna ha intrapreso altre vie.
Arcipelago, che fino a pochi mesi fa godeva dell'appoggio di molti, si
trova in mezzo a una strada. Ed è proprio lì che trova aiuto. Alessio
Michelotti, direttore artistico del Festival d'arte di strada Il Teatro
Che Cammina di Castel San Pietro Terme, coinvolge la produzione in un
progetto per la promozione della cultura africana: Two Worlds Circus. Il
progetto viene presentato alla commissione europea (nel quadro del
programma PAMCE per la cooperazione con i paesi dell'Africa-Caraibi-Pacifico)
e nell'Aprile 2003 ricevuto parere positivo, il progetto viene
finanziato. Si parte con la produzione. Mentre Ilaria Trivellato,
responsabile dell'attività di Arcipelago sin dal suo esordio,
dall'ufficio di Pantakin si attiva per la gestione produttiva, Chiarenza
e Serena lavorano alla scrittura dello spettacolo, ispirandosi al
Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi. Si pensa di utilizzare
il virtuosismo acrobatico dei sette artisti africani e il loro spontaneo
linguaggio del corpo per dar vita ai segni forti del Cantico: il sole,
l'aria, il vento, le stelle, ma anche la sofferenza, la morte, per
finire con le odi al cielo. La colonna sonora è affidata a Carlo Cialdo
Capelli che crea ed utilizza un proprio archivio di musica africana per
ottenere dei brani che rispettano i suoni dell'Africa ma che tornano
"famigliari" al pubblico occidentale. Nel giugno del 2003 un
primo gruppo di sette acrobati arriva in Italia per una sessione di
prove. Ne esce una performance fatta di fuoco, acqua, cielo e corpi,
messi assieme con allegria saltando le codificazioni di ogni disciplina.
Qualcosa lascia intravedere ulteriori sviluppi. L'essenza primordiale
delle favolose installazioni di Chiarenza sembra fatta apposta per
integrarsi con le acrobazie africane. Vengono presentate delle anteprime
ed ottengono un buon esito. Un'importante agenzia belga, Frans Brood, si
impegna a rappresentare in tutta Europa il futuro spettacolo. Di comune
accordo con Pantakin, decidiamo di sviluppare e investire nuove energie
e risorse nello sviluppo del progetto. Si decide di affiancare agli
acrobati una cantante e un clown. A dicembre del 2003 lo staff di
Arcipelago torna a Nairobi. E inserisce la figura dell'attore comico
Emanuele Pasqualini. Questo permette uno sviluppo inaspettato. Il
rapporto fra l'unico bianco in scena ed il gruppo degli acrobati di
colore diventa una chiave fuori dal comune. Lo spettacolo viene
presentato a Nairobi di fronte all'Ambasciatore Italiano, al Ministro
della Cultura del Kenya e alla scrittrice di origine veneziana Kuki
Galliman (Notti d'Africa). L'esito è superiore alle aspettative. Si
torna in Italia. A maggio un frammento di 35 minuti, impreziosito dalla
voce di Carla Nahadi Babelegoto, viene mostrato nel bel palcoscenico
d'Opera del Teatro Donizetti di Bergamo, nel contesto di una serata
dedicata alla ricerca contro l'AIDS, col patrocinio della Presidenza
della Repubblica. L'Eco di Bergamo scrive: "…una delle migliori
proposte passate quest'anno al Donizetti". Da lì comincia una
tournèe che porta lo spettacolo in giro per Italia, Francia, Belgio e
Olanda, sempre con ottimo esito. Particolarmente fortunata la
partecipazione all'importante Festival di Aurillac, dove Arcipelago è
la prima compagnia italiana a far parte del programma ufficiale da molti
anni a questa parte, conquistando gli operatori del settore e
garantendosi una buona tournée per il 2005. Nel frattempo il 2004 si
conclude con la presentazione dello spettacolo in versione teatrale al
Teatro Carlo Goldoni di Venezia (lo stesso che nel 2002 aveva ospitato
il clown dei clown David Larible), cosi pure nell'altra Repubblica
Marinara per eccellenza, ovvero Genova, Capitale Europea della Cultura
per il 2004. Lo spettacolo andrà in scena sotto il tendone della quarta
edizione del Circumnavigando Festival proprio nel porto antico, cuore
pulsante della città ligure. |