CREATURE
UNO SPETTACOLO DI TEATRO ACROBATICO AFRICANO
RASSEGNA STAMPA NAZIONALE
RASSEGNA
STAMPA INTERNAZIONALE
Estratti
Rassegna stampa Italiana CREATURE
· L'Eco di Bergamo - 11 maggio 2004 - Pier Giorgio Nosari
"E LO SHOW DI TEATRO CIRCO HA INCANTATO IL PUBBLICO"
…Un clown, e una troupe di acrobati keniani, dall'energia
esplosiva e immediata. Verticali, piramidi, acrobazie a corpo
libero, Salti mortali: tutto il repertorio, sciolto in una
scrittura gestuale e coreografica di grande effetto giocata sul
rimando agli elementi primordiali: fuoco, terra, aria e acqua….
La poesia in un salto mortale
· Il Gazzettino - 16 luglio 2004 - Giambattista Marchetto
"DAL MONDO INCANTATO DI CHIARENZA E SERENA NASCONO LE
POETICHE "CREATURE""
Uno spettacolo visionario capace di trasfigurare attraverso il
ritmo e la luce i luoghi nei quali è stato rappresentato. In
scena la drammaturgia delle emozioni minime, dei gesti e
dell'ironia fa da collante alle acrobazie/coreografie di sette
artisti africani accompagnati dalla voce straordinaria di Carla
Naiadi Babelegoto, capaci di sbalordire per l'abilità tecnica e
l'armonia dell'insieme….
Creature gioca sul coinvolgimento di un pubblico stratificato, dai
bambini agli adulti, che vivono lo stupore di sorprese e
scenografie semplici ma suggestive…. il linguaggio acrobatico
ritrova il suo significato di energia vitale in un percorso
simbolico che ha come guida "il Cantico delle Creature"
di Francesco D'Assisi.
· Il Gazzettino di Venezia - 31 agosto 2004 - G. R.
"ARCIPELAGO CIRCO TEATRO, L'INCANTAMENTO CONTINUA"
Clownerie e fiaba, acrobati e poesia. La sabbia al posto delle
tavole del palcoscenico, la luna piena ad illuminare la scena e il
mare alle spalle. L'altra sera sulla spiaggia del Lido di Venezia
il pubblico ha applaudito senza riserve
"Creature"…..non siamo al circo, anche lo chapiteau
questa volta non c'è: non è un caso. Il circo teatro vuole
contaminare, mischiare i linguaggi, chiedere in prestito, creare
un "nuovo circo" dove c'è spazio per il teatro, per la
danza per sonorità nuove…
Una musica di grande suggestione avvolge lo spettatore. In scena
arrivano sette acrobati e si crea una scrittura coreografica
d'effetto, accattivante, fatta di salti mortali, di flic flac, di
piramidi umane e di salti nel fuoco, ma anche di oggetti che si
animano: quei legni levigati, imbiancati dal sole, diventano
archi, passaggi, torri, alberi, treppiedi a sostenere lanterne,
mezze lune luminose che ondeggiano e non si fanno acchiappare. G.
R.
· La Nuova Venezia - 31 agosto 2004 - Giuseppe Barbanti
"CREATURE AL CHIARO DI LUNA, TRA GIOCO E PARTECIPAZIONE"
Centinaia di persone (tanti i bambini) hanno calorosamente
applaudito allo spettacolo….
… un percorso che pone al centro dello spettacolo gli elementi
primordiali, fuoco, terra, aria e acqua. Basterà pensare alla
scarsa dimestichezza che ciascuno di noi ha oggi con il fuoco per
comprendere come, aldilà della valenza poetica, uno spettacolo
come "Creature" consenta ai ragazzi di percepire
dimensioni e contesti che non hanno modo di sperimentare
direttamente ed al resto del pubblico di riappropriarsi di un
bagaglio di esperienze che fa parte della storia dell'uomo.
· Il Sole 24 ore - 19 Settembre 2004 - Antonio Audino
"IL CANTICO DELLA MERAVIGLIA"
"Un clown con il naso rosso e un fiore sul cappello invita il
pubblico a battere un dito della mano sul palmo dell'altra,
creando così un rumore di pioggia. Lui con l'ombrello aperto,
sorride, contento che il gioco sia riuscito. C'è già tutto in
questo semplice inizio di Creature…In quei pochi minuti si
capisce che il potere di evocazione del teatro è immediato e può
essere fatto di nulla, quello che conta è la fantasia e la voglia
di esserci… Quello che passa è dunque la potente e gioiosa
vitalità di quei ragazzi, forse la migliore trascrizione del
testo del frate di Assisi, insieme all'idea di usare nel modo più
semplice possibile le cose che il mondo ci dà. Costruendo, con
queste, uno spazio pieno di fantasia."
· Il Mattino di Padova - La Tribuna di Treviso - La Nuova Venezia
22 settembre 2004 - Carmelo Alberti
"CREATURE, ACROBAZIE AFRICANE E PARADOSSI"
Spesso ci si affanna a correre da uno spettacolo all'altro, alla
ricerca di chissà quale emozione, poi per caso una sera accade di
trovarsi seduti all'aperto, intorno ad un modesto spiazzo tra case
cadenti, dentro il Forte Marghera alla periferia di Mestre,
insieme a tanti spettatori di ogni età, uomini, donne e bambini,
e rimanere sorpresi dinanzi a ciò che avviene nel cerchio magico
della scena.
…gli artefici, guidati dal regista-creatore Marcello Chiarenza,
raccontano con semplicità e candore una storia tenue, sospesa tra
suolo e cielo, utilizzando gli elementi costitutivi del mondo e
della vita…
La rappresentazione, che sconfina di continuo fra il pubblico,
trascinandolo oltre la linea d'ombra, si snoda all'insegna della
leggerezza e della paradosso, e si traduce in poesia e riso…
… Dagli angoli bui, d'improvviso, guizzano sette acrobati
kenyani, simili a silenziosi artefici della meraviglia, e
costruiscono nello spazio piramidi, verticali, acrobazie, salti
mortali, guizzi tra le fiamme: sono, nello stesso tempo, angeli e
folletti, artigiani e sciamani di un'età perduta, antica quanto
il mondo, che disegnano nello spazio i salti di uomini in grado di
desiderare gli astri.
|
| Estratti
rassegna stampa internazionale CREATURE
“ARTISTI IN STRADE LIBERE”
Record d’affluenza. Ci ricorderemo del teatro di Verdura pieno all’inverosimile due sere di seguito grazie alle acrobazie di Arcipelago Circo Teatro. Si diceva che venerdì e sabato il record d’affluenza detenuto da Joe Cocker (6500 spettatori) era battuto…
Sud Ouest– 5 settembre2005 – Séverine Joubert
"UN INNO A FRATELLO SOLE"
Non
una parola viene detta in questo spettacolo lirico. I sette
acrobati keniani con dinamicità felina rendono visibile l'inno
alla felice vitalità del Cantico delle Creature. E' meraviglioso
vedere come fanno le loro acrobazie uno dopo l'altro. Gli
occorrono pochi secondi per mostrare ogni possibile variazione
della piramide umana. Il modo in cui compongono dei totem mobili
con origami corporei può sembrare indomito e burrascoso ma alla
base c'è una rigida coreografia.
Non si vede mai la stessa cose due volte.
......il pubblico per un ora dimentica il mondo esterno....
Il clown ha tutte le caratteristiche del Pagliaccio, il maldestro
'paljas', che annodi i fili dell'intrigo ed è deriso dall'intero
chapitau, ma assicura l'interazione col pubblico in modo che sia i
piccoli che i grandi ringraziano con un applauso assordante.
Traduzione da De Morgen - Anversa luglio 2004
"ANCHE SENZA PRETESE SI RIESCE"
Il collettivo veneziano Arcipelago circo Teatro ha rubato il cuore
della gente di Anversa. Dopo il riuscito Ombra di Luna nel 2002,
anche Creature basato sul 'Cantico del Sole' di Francesco d'Assisi
ha fatto centro.
Per Creature gli italiani si sono fatti ispirare dalla semplicità
e gli archetipi religiosi del continente nero. Il loro lavoro con
i sette acrobati keniani e una cantante italo congolese ci riporta
alle radici: le radici del circo e della vita.
Arcipelago combina natura e acrobazia in un spettacolo unico.
......l'entusiasmo e impegno degli artisti è contagioso e ciò
non e poco una depressa giornata estiva
Traduzione dalla Gazet van Antwerpen - luglio 2004
"SETTE INGANNANO LA MORTE PER UN'ODE ALLA VITA"
Creature inizia come uno spettacolo di clown - come se non ci
fosse niente, o quasi. Emanuele Pasqualini, col cappello morbido e
il naso rosso, ricrea il rumore della pioggia che cade grazie
all'aiuto del pubblico e sembra colmare il vuoto.
Creature è prima di tutto un momento di poesia, tagliato nel
legno africano, nell'acqua che zampilla improvvisamente, nella
semplicità di alcuni elementi della scenografia e, ovviamente,
nella precisione coreografica degli artisti che moltiplicano salti
mortali incastonati, ruote fatte a due e complesse piramidi umane.
Traduzione da Le soir - 23 luglio 2004
"MAGIA NERA ACROBATICA - ARCIPELAGO CIRCO TEATRO CON CREATURE"
Arcipelago Circo Teatro di Venezia mantiene la promessa di 'uno
spettacolo di teatro acrobatico africano'. La produzione è
particolarmente d'atmosfera dove l'incredibile arte degli acrobati
non viene mostrata come una sequenza di 'numeri' ma inserita in un
racconto mitico senza parole. Un rituale teatrale che fa piacere
vedere.
....Ogni cosa fa riferimento alla 'Creazione': in principio ci fù
la parola, un libro di cui la pagina letta prende fuoco. Poco dopo
appare altro fuoco, poi esseri e umani. Rami, sabbia, palle di
fuoco, fiori, come simboli con cui lo spettatore deve andare
avanti da solo.
Un forte racconto della creazione immaginato come mito originale
con humour e divertimento. Il tutto emana una leggerezza felice.
.....Creature è una produzione da vedere a bocca aperta, dove
l'uso del materiale e lo spazio ti stimolano a creare il proprio
racconto della creazione.
La cosa bella di questa produzione con i keniani è che non ricade
in una 'escapade' esotico-folcloristica, ma testimonia invece una
sincerità nel creare un ambiente artistico e particolare.
Traduzione da www.theatermaggezien.be - mercoledi 21 luglio 2004
"ARCIPELAGO CIRCO TEATRO CON CREATURE"
Non c'è tribuna nel tendone, ci sono delle panche e cuscini a
ferro di cavallo. Seduti con i piedi per terra, terra fresca di
cui profuma anche il tendone. Ciò ti porta direttamente
nell'atmosfera giusta; lo spettacolo Creature è un omaggio ai
quattro elementi, una giocosa raffigurazione della creazione.
Ancora prima di riuscire a vedere bene gli oggetti nella pista-
ciotole, costruzioni con rami d'albero- vedi un clown in mezzo al
pubblico, che, ovviamente, non rimane seduto.
Lentamente passa lungo la platea facendosi amico i bambini con
alcune smorfie e gesti, fino al centro della pista. Poi invita una
donna del pubblico che lo deve imitare. Battere le mani con un
dito, poi con due. Poi tutto il pubblico, grazie. Leggermente a
malavoglia partecipiamo- sono questi i circensi che raccolsero
nient'altro che lodi l'estate 2002 con Ombra di luna?- finché il
clown apre l'ombrello:il battere di mani imita perfettamente una
pioggia estiva, con lo stesso effetto rinfrescante. Siamo
disarmati.
Lo spettacolo emerge quando gli acrobati possono catalizzare tutta
l'attenzione verso i loro giochi spettacolari come l'act con la
corda o un altro bel numero con un cerchio infuocato. Questo è la
carta vincente del circo, e anche il mezzo più convincente del
messaggio: Creature deve essere un inno alla creazione, e le loro
acrobazie sembrano ispirate da pura gioia vitale.
Traduzione da De Standaard - 23 luglio 2004
|